Lecce non può rinunciare al ruolo di città accogliente, moderna, che offre servizi efficienti ai turisti, ai cittadini. D’altra parte non può contare sempre e soltanto sull’aiuto volontaristico degli imprenditori, dei privati, è l’amministrazione comunale che se lo deve guadagnare investendo in soluzioni all’avanguardia in materia di mobilità, logistica, trasporti”.

Così l’assessore regionale e consigliera comunale Loredana Capone intervenendo a favore della chiusura del centro storico al traffico delle auto.

La Smart mobility – ha detto Caponeoltre a essere uno dei sei pilastri della smart city rappresenta la nuova frontiera per ridurre gli sprechi, l’inquinamento, per creare economie, migliorare la logistica e risparmiare tempo e costi. Da un trasporto pubblico efficiente a piste ciclabili più sicure, parcheggi d’interscambio capaci di decongestionare la città, si tratta di soluzioni molto più vivibili che migliorerebbero la qualità della vita dei cittadini e consentirebbero alla nostra città di allontanare una volta per tutte lo spettro delle auto dal centro. Non sarebbe sufficiente, infatti, sottrarre le strade al traffico. Bisogna ripensare completamente la città, migliorando i servizi resi ai lavoratori e agli utenti del centro, il sistema di tariffazione della sosta, il servizio navetta dalle aree fuori dai viali di circonvallazione esterna e in corrispondenza delle principali strade che dalla provincia arrivano a Lecce. Purtroppo, però, è ancora tutto fermo al 1995. Dalla riforma urbana della Giunta Salvemini nulla è cambiato, anzi, la situazione è peggiorata. È la visione che manca, la visione della mobilità urbana, che deve essere più sostenibile, condivisa, a misura d’uomo, con un trasporto pubblico locale più competitivo e di qualità, aree pedonali per bambini, disabili, famiglie e anziani, una mobilità intermodale più estesa e l’impiego di nuovi sistemi tecnologici per i trasporti intelligenti e la smart mobility. La nuova politica di coesione dell’UE richiede esplicitamente agli Stati membri e alle Regioni di incanalare gli investimenti comunitari su progetti e interventi che mirano a ridurre le emissioni dei trasporti attraverso il sostegno allo sviluppo di nuove tecnologie e la promozione di nuovi schemi di mobilità urbana multimodali, che prevedano l’utilizzo dei mezzi pubblici, ma anche spostamenti a piedi e in bici. Insomma – ha concluso – la smart mobility rappresenterà un capitolo di spesa importante per l’Europa del 2020. Lecce non può sciupare questa occasione”.